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Niente si spreca, tutto si trasforma: l’eco-design firmato Siggi Group

Nel panorama attuale, il settore tessile si conferma una delle principali sfide ambientali a livello europeo e globale. Ogni anno, nell’Unione Europea si generano circa 6,94 milioni di tonnellate di rifiuti tessili –  pari a 16 kg per abitante – e oltre l’85% di questi finisce in discarica o inceneritore senza alcun recupero[1]. A livello mondiale, meno dell’1% delle fibre tessili viene effettivamente riciclato, secondo la Ellen MacArthur Foundation[2]. La crescita esponenziale del fast fashion e delle vendite online sta aggravando ulteriormente questo squilibrio tra produzione e recupero. Nel 2020, il settore tessile è stato identificato come uno dei più impattanti in Europa: quarto per emissioni e cambiamenti climatici, terzo per consumo di acqua e suolo e quinto per utilizzo di materie prime ed emissioni di gas serra. Questo scenario evidenzia l’urgenza di ripensare l’intero ciclo di vita dei capi in ottica di eco-design, dalla progettazione al fine vita, promuovendo modelli di produzione più sostenibili e circolari, garantendo maggiore qualità, durabilità e facilità di riparazione, contrastando l’usura e il conseguente rilascio di microplastiche[3].

È in quest’ottica che Siggi, azienda vicentina che da quasi 60 anni produce abbigliamento professionale, ha posto la sostenibilità al centro della propria filosofia: ogni capo Siggi è realizzato per essere resistente e facilmente riparabile, estendendone la durata e riducendo l’uso di risorse naturali.

A conferma di questo impegno, tra i vari progetti di Siggi spicca la Collezione Rock, una serie di grembiuli Horeca creata utilizzando esclusivamente tessuti di scarto provenienti da altre aziende: materiali che altrimenti sarebbero finiti al macero trovano così nuova vita, con un duplice vantaggio ambientale ed economico. Nella stessa direzione si collocano anche i nuovi modelli proposti per lo Chef, giacca  Puck e pantaloni Macbeth, progettati seguendo i sopraccitati principi dell’eco-design.

In questo percorso virtuoso si inserisce la collaborazione con Maeba International, grazie alla quale Siggi realizza alcuni capi utilizzando tessuti certificati ReLiveTex®, provenienti da eccedenze di produzione che altrimenti sarebbero destinate allo scarto. Un’iniziativa concreta per dare ai materiali una seconda vita e per contribuire attivamente a una filiera più responsabile. In quest’ottica, ogni capo firmato Siggi non è semplicemente un prodotto, ma un vero investimento a lungo termine, pensato per accompagnare il lavoro quotidiano con qualità e responsabilità.

La strada verso una moda veramente sostenibile passa per la riduzione degli sprechi, l’eco-design e il riciclo: scelte che Siggi non solo abbraccia, ma fa proprie ogni giorno, dalla progettazione alla realizzazione. Scegliere un capo Siggi significa sostenere un modello di produzione circolare, in cui ogni centimetro di tessuto è valorizzato e la durabilità è parte integrante del design. Uniti, possiamo trasformare il settore tessile in un’economia rigenerativa, capace di rispettare il pianeta e le generazioni future.

[1] https://www.eea.europa.eu/en/analysis/publications/circularity-of-the-eu-textiles-value-chain-in-numbers

[2] https://www.voguebusiness.com/sustainability/the-circular-fashion-challenge-can-ai-help-to-close-the-loop

[3] https://www.eea.europa.eu/publications/textiles-and-the-environment-the

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